Riflessioni a margine del Convegno «Una miniera di opportunità»

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo testo di Barbara Tutino.


Alcune osservazioni personali sull’interessante convegno «Una miniera di opportunità», che si è tenuto ad Aosta sabato 9 giugno, presso il Palazzo della Regione, organizzato da Legambiente con il patrocinio dell’Associazione nazionale ingegneri minerari. A titolo personale vi hanno preso parte l’Assessore Zublena con il dirigente Franzoso, il sindaco di Cogne, Allera, e l’Assessore al turismo di Cogne, Celesia.

Mi hanno colpito in particolare tre punti.

Il primo, espresso dal prof. Paolo Sibilla, antropologo, del Comitato scientifico dell’Università della Valle d’Aosta e docente in Antropologia Alpina, che ha introdotto il concetto di “coltivazione”, nei due riferimenti dell’agricoltura e allo sfruttamento minerario.

Si coltiva un campo, si coltiva una miniera.

Mi è venuto in mente che anche la parola CULTURA ha la stessa etimologia: come lo si fa con la terra, altrimenti arida e sterile, lo si fa con la mente umana, o perlomeno si dovrebbe cercare di farlo.

Il secondo concetto che mi ha colpito è stato espresso dal rappresentante di SCOPRIMINIERE, un’esperienza interessante di eco-musealizzazione legata alle miniere dismesse, e non, della val Germanasca, in Piemonte. I bilanci di questo museo sono in pari: tanto si spende, tanto si incassa. In altre parole non c’è guadagno. Non c’è UTILE INUTILE, come l’ha definito lui. Mi è piaciuta questa definizione. E mi sono ricordata di quando, anni fa, il nostro sindaco Osvaldo Ruffier aveva restituito alla Regione Valle d’Aosta il denaro che non era stato utilizzato durante l’anno. Senza pensare di trarne guadagno, ma con il senso civile di una persona onesta e disinteressata. Molti l’avevano deriso.

Il terzo concetto, che è stato ripetuto da molti, è quello di sviluppo sostenibile.

Vorrei sottolineare che spesso, e anche in questo caso, esso viene usato in modo inappropriato. Come un aggettivo, o come verbo: “sostiene Pereira”. In realtà viene dall’inglese sustenable e significa, secondo la risoluzione dell’ONU del 1987, dove fu introdotto e votato per la prima volta:

«Uno sviluppo che risponde ai bisogni delle generazioni del presente senza compromettere la capacità, alle generazioni future, di rispondere ai loro bisogni».

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Una risposta a Riflessioni a margine del Convegno «Una miniera di opportunità»

  1. Giorgio ha detto:

    MI è piaciuta molto la seguente citazione: “Uno sviluppo che risponde ai bisogni delle generazioni del presente senza compromettere la capacità, alle generazioni future, di rispondere ai loro bisogni». La condivido pienamente e la vedrei applicata letteralmente al trenino del Drinc e alla miniera di Cogne. Giorgio Nobili

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