Bandierine tibetane alla miniera

Giovedì 21 giugno, solstizio d’estate, un gruppo di donne – e anche qualche uomo – ha installato a Colonna le “preghiere/bandierine“, documenti evocatori della storia mineraria di Cogne.

Le bandiere sono quelle realizzate durante Artéatre alla Miniera, iniziativa che ha visto coinvolta, in maniera comunitaria la popolazione di Cogne.

Clicca sulle immagini per vederle ingrandite:

 

Con noi era presente la troupe che da febbraio sta girando un film sulla miniera.

Nonostante le pessime previsioni metereologiche, il tempo è stato clemente.

Una salita al fresco da Champlong a Colonna, quindi una giornata di sole, ma senza vento, cosa assai rara lassù, dove quando è sereno tira un vento insopportabile. Così, dopo aver piazzato le bandiere – con il valido aiuto degli operai responsabili della miniera–  abbiamo festeggiato secondo le migliori tradizioni di Cogne, con ricche libagioni e canti e fisarmoniche, in compagnia di più di cinquecento volti e nomi colorati, che ci circondavano in effige ed erano davvero presenti.

È stato fantastico.

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4 risposte a Bandierine tibetane alla miniera

  1. elmo truc ha detto:

    Non condivido la vostra iniziativa.Cosa centra Colonna con il Tibet?C’è mai stato un minatore tibetano o buddista che abbia lavorato a Colonna?Perchè portare a Colonna dei simboli di cui nessuno capisce il significato?Perchè distorcere in questo modo quello che siamo?Perche non mettere le nostre bandiere tradizionali con sopra i nomi e le foto di chi ha lavorato?Iniziativa bulgara.Il o la responsabile mi può dare delle spiegazioni?

    • Le bandierine che ti hanno infastidito sono state realizzate nel corso di «Artéatre alla Miniera», un’iniziativa che, come sai, si è proposta di riunire l’intera comunità di Cogne e alla quale hanno partecipato anche alcuni ex minatori. Il Comitato spontaneo per la difesa del bacino minerario di Cogne non può e non vuole prendersi il merito dell’iniziativa, sia perché è stata organizzata da un altro soggetto, l’Associazione dei Musei di Cogne, sia perché l’obiettivo era realizzare un momento di “festa paesana” che fosse riflessione su una memoria comune, non di parte. Noi ci siamo limitati a raccontare l’evento sul sito, giudicandolo un segno dell’interesse che c’è a Cogne per la miniera. Non è dunque il Comitato a dover fornire «spiegazioni», ma possiamo tentare lo stesso, perché quella delle bandierine ci sembra una bella iniziativa artistica. Artistica, si badi, e perciò stesso svincolata da qualsiasi presunzione di fornire un modello di recupero della miniera, che non sarà mai trasformata in un monastero tibetano (questo sì sarebbe snaturante!), anche se un po’ ci assomiglia – come dimensioni e come “quota” – e da lì viene l’idea delle bandierine. Idea presa in prestito dal Tibet non per recitare preghiere di una fede che nulla c’entra con la storia di Cogne e della Valle d’Aosta, ma semplicemente per offrire un supporto variopinto ai documenti evocatori della storia mineraria di Colonna realizzati comunitariamente durante Artéatre. Un’idea artistica e un pretesto, dunque, sui quali magari uno può non essere d’accordo, ma certo non «simboli di cui nessuno capisce il significato», perché non sono simboli, ma semplici documenti che sembrava bello raccogliere e poi portare lassù, dove tutto è cominciato.

  2. Barbara Tutino ha detto:

    Visto che è una mia idea, come tu sai bene, sono felice e orgogliosa di tentare di spiegartela.
    Voglio però prima precisare che il tre giugno alla “festa paesana”, durante la quale le bandierine sono state montate su corda collettivamente, ci sono stati circa trecento partecipanti nell’arco della giornata, sono stati serviti quasi duecento pasti e tra i partecipanti vi erano molti (non qualche) ex minatori. In quell’occasione è stata spiegata l’iniziativa. Ma tutti avevano già capito perfettamente .
    L’idea di prendere spunto dalle bandiere/preghiere in uso in Tibet per rendere omaggio a Colonna, è nata pe similitudine, dalla straordinaria somiglianza della costruzione con l’architettura dei monasteri tibetani, situati in un ambiente geomorfico assolutamente simile al nostro. Come tu certo sai le nostre montagne si sono formate in epoca geologica recente, contemporaneamente a quelle himalayane. Quindi non così estranee, tra loro. (“la legge viene dalla montagna “- Capo Giuseppe dei Nez percés). Tante tradizioni hanno viaggiato tra popolazioni di montagna molto diverse tra loro, trovando affinità e simpatia. Non sto a elencare. La bellezza architettonica di Colonna, al pari di quella dei monasteri tibetani, attiene a rapporti armonici tra ampiezza, altezza e profondità in relazione col paesaggio circostante, che tutti possono apprezzare anche senza capire o conoscere. (Il fatto che l’architettura e le altre arti visive non siano insegnate a scuola e pertanto non così comunemente apprezzate , non è un bel sintomo. Come il fatto di non conoscere nulla delle altre culture, anche quando appartengono a popolazioni di montagna come noi. ) Al di là di tutto questo Le bandiere/preghiere “tibetane” da noi reinterpretate sono semplicemente BELLE. E ti consiglio davvero di andarle a vedere. Forse capiresti e soprattutto Potresti rimanere sorpreso! Un bacione 🙂

  3. Giorgio ha detto:

    Condivido pienamente lo scritto qui sopra! E poi, senza voler suscitare repliche di nessun tipo, mi sembra che l’iniziativa delle bandierine sia stata bella e efficace e anche ben riuscita. Complimenti a chi l’ha ideata e poi realizzata. Giorgio Nobili

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