Quello che resta, “corto” di Valeria Allievi in concorso a Venezia

La miniera di Cogne raggiunge il Festival di Venezia con il cortometraggio Quello che resta, della regista Valeria Allievi. Girato nel patois di Cogne, il film, della durata di 20 minuti, segue i due operai che si occupano della manutenzione del sito. «Un lavoro quotidiano svolto un luogo, o non luogo, che rischia di scomparire», secondo la sinossi ufficiale, che riportiamo di seguito.

Un ritratto silenzioso di una realtà estrattiva che ha avuto un ruolo determinante nello sviluppo industriale del nostro paese fino agli anni ’70, quando l’attività mineraria è stata sospesa. Il racconto rigoroso segue i due operai che si occupano della manutenzione del sito. Un lavoro quotidiano svolto un luogo, o non luogo, che rischia di scomparire. Loro stessi sono figli di minatori da generazioni e per loro prendersi cura della miniera rappresenta anche un modo di restare in contatto con le proprie origini.

I pochi dialoghi sono in Patois, lingua valdostana, che esalta l’originalità dell’opera.

Ed è attraverso il viaggio nella miniera, compiuto con la lentezza dei gesti quotidiani, ripetitivi e dove le azioni divengono quasi ipnotiche, che emerge una riflessione poetica su quello che resta.

>>> QUI le prime foto tratte dal corto.

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