Approvata la mozione sull’acquisizione del bacino minerario di Cogne

Grande risultato nel Consiglio Regionale di ieri, 29 gennaio: è stata approvata all’unanimità la mozione sull’acquisizione del bacino minerario di Cogne (con impegno a reperire i fondi europei necessari per la sua valorizzazione) presentata dai consiglieri di minoranza, tenendo presente lo studio di fattibilità illustrato dal Comitato Cuore di Ferro della Valle d’Aosta.

Pubblichiamo di seguito il comunicato tratto dal sito del Consiglio Regionale.

Comunicato n° 59 del 29 gennaio 2014
Approvata una mozione sulla valorizzazione del bacino minerario di Cogne

Nella seduta del 29 gennaio 2014, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione sulla valorizzazione del bacino minerario di Cogne proposta dai gruppi Alpe, Union Valdôtaine Progressiste, PD-Sinistra VdA e Movimento 5 Stelle, con un emendamento dell’Assessore al territorio e ambiente.

«Nel corso dei lavori della quarta Commissione “Sviluppo economico”, il Comitato “Cuore di ferro” ha illustrato uno studio di fattibilità per la realizzazione di un progetto volto al recupero dell’intero bacino minerario, con una valenza più ampia rispetto alla sola realizzazione del trenino che collega Cogne con Acque Fredde (Pila) – ha sottolineato il Consigliere segretario Fabrizio Roscio (Alpe) nell’illustrazione -. Sarebbe importante riaprire il dossier per approfondire la validità del progetto: a nostro parere, la Regione dovrebbe fare propria, dal punto di vista politico, questa manifestazione di interesse da parte della comunità di Cogne, che ha presentato un petizione su questa tematica, impegnandosi ad acquisire la proprietà dell’intero bacino minerario, a intraprendere un percorso di valorizzazione dell’intero bacino minerario di Cogne e ad attivarsi per il reperimento di fondi a livello europeo. La valorizzazione di questo sito, cuore della filiera del ferro che si ramifica all’interno della Valle, costituisce un complemento dell’offerta turistica dell’intera regione oltre che la restituzione non solo alla comunità di Cogne, ma all’intera Valle d’Aosta di un patrimonio storico e culturale di evidente importanza anche a livello nazionale e internazionale».

Il Consigliere dell’UVP Laurent Viérin ha aggiunto: «La storia delle miniere di Cogne è la storia della Valle d’Aosta: le miniere hanno avuto una funzione sociale, creando occupazione e ricadute economiche. Questo patrimonio, oggi, potrebbe rappresentare per la comunità locale e per l’intera Valle d’Aosta un incredibile potenziale turistico-culturale. Per altro, il Consiglio regionale ha espresso più volte, nel corso degli anni, la volontà politica di valorizzare questo sito, così come lo ha fatto il Consiglio comunale di Cogne. Ma per la sua valorizzazione è necessaria una regia regionale, con riguardo sia all’acquisizione della proprietà, sia alla ricerca di fondi a livello europeo, sia alla promozione all’interno del circuito dei beni culturali. La nostra iniziativa ha proprio l’intento di risollecitare l’Amministrazione in questo senso, passando ad una fase operativa, soprattutto alla luce dello studio di fattibilità presentato in Commissione e realizzato da un’équipe di professionisti che hanno analizzato, con competenza, il tema. Sarebbe davvero una restituzione di una parte importante del nostro patrimonio culturale».

Per il Capogruppo del PD-SinistraVdA, Raimondo Donzel, «è un tema che non riguarda solo la Valle d’Aosta, ma anche l’Europa, dove la dismissione dei siti minerari ha attraversato tutto il dopoguerra e si sono inventate situazioni significative per la valorizzazione dell’archeologia industriale. Acquisire lo studio proposto dal Comitato “Cuore di ferro”, potrebbe dare luogo ad un progetto per aprire una porta importante per il nostro avvenire, valorizzando il concetto della storia del lavoro in una prospettiva futura. Per accedere ai fondi europei c’è bisogno di progetti culturali di qualità. E noi crediamo che il bacino minerario di Cogne possa essere alla base di una proposta storico-culturale di valore internazionale da sostenere in un’ottica di sviluppo e rivalutazione non solo della comunità di Cogne ma di tutta la Valle d’Aosta. Infatti, oltre alle miniere di Cogne, rientrano nel progetto gli impianti idroelettrici, gli stabilimenti siderurgici di Aosta, il trenino di Cogne e la ferrovia Aosta/Pré-Saint-Didier. Crediamo che questa mozione possa trovare il consenso unanime di questa Assemblea».

Replicando, in chiusura di dibattito, l’Assessore al territorio e ambiente, Luca Bianchi, ha confermato «l’importanza, come espresso più volte, che le miniere diventino di proprietà pubblica, o della Regione o del Comune di Cogne. A questo proposito, preciso che la società Fintecna, titolare della concessione per lo sfruttamento del giacimento, ha concluso a ottobre i lavori di messa in sicurezza del sito che è già visitabile. Condivido anche sulla rilevanza di questo sito e sulla necessità di valorizzare l’intero complesso minerario al fine di restituire un significativo pezzo di storia alla comunità di Cogne. Lo studio di fattibilità presentato in quarta Commissione è molto importante e su questo dovranno essere fatti degli approfondimenti: occorrerà, infatti, prestare particolare attenzione ai costi di realizzazione e ai successivi costi di gestione, di cui dovrà farsi carico la comunità. Le tre priorità evidenziate – proprietà pubblica, valorizzazione del sito e reperimento di fondi europei – ci trovano d’accordo, ma chiedo una sospensione per alcune modifiche che intendiamo proporre».

Dopo una sospensione dei lavori, l’Assessore Bianchi ha formalizzato alcuni emendamenti, con particolare riguardo all’acquisizione della proprietà da parte del Comune di Cogne.

Il Consigliere Fabrizio Roscio ha concordato sulla sostanza degli emendamenti, ribadendo l’importanza di valutare un progetto che valorizzasse un sito significativo della comunità di Cogne.

Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha quindi puntualizzato: «L’Amministrazione regionale, negli anni, non ha perso tempo per la valorizzazione di questa risorsa culturale: ci siamo concentrati sulla messa in sicurezza del sito e, d’accordo con il Comune di Cogne, abbiamo trattato con Fintecna affinché eseguisse i lavori. Interventi che sono stati realizzati e che permetteranno, già da questa estate, di rendere visitabile una parte del bacino. Inoltre, la Regione si è occupata anche di tutte le pertinenze minerarie, costituite da immobili e strutture, al fine di utilizzarle al meglio. Su queste tematiche c’è stata la giusta attenzione, attivando le competenze, per lo sviluppo di una comunità».

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